Pini a piazza Trieste, il sindaco torni sui suoi passi

 

Anziché procedere, prima dell’emanazione dell’ordinanza, a commissionare perizie con analisi strumentali ad almeno tre differenti specialisti, si é inutilmente esposto una propria dipendente al pubblico martirio, in quanto la sua relazione, senza il supporto strumentale, non avrebbe mai potuto giustamente avere il necessario approfondimento tecnico.

Scoppiata la bufera mediatica, il continuo rimandare la data di esecuzione e poi l’assunzione da parte di alcuni gruppi cittadini del carico di produrre nuove perizie, ha fatto seguito il rimpallo di pareri tra una parte e l’altra, l’annuncio di tagliare tre pini, poi ridotto a due, la proposta di sostituire le piante centenarie da abbattere con piante in vaso, l’idea di preferire la sostituzione con alberi di arancio, un progetto di riqualificazione dell’intera piazza che nessuno ha mai visto ed approvato. Insomma tanti errori, poche idee e molta confusione. E non ci si venga a dire che non c’erano risorse per le perizie perché, dopo le iniziative apprezzabili che si stanno realizzando, non è qualche migliaio di euro che deve condizionare una decisione così importante.

In tutto questo caos, si è persa di vista la strada maestra del saperlo fare, assistendo a parole poco edificanti verso quei cittadini che provano ed esprimere il proprio pensiero.

È d’obbligo, in casi del genere, che ogni valutazione sia basata non sull’onda dell’emozione ma della documentazione tecnica probatoria, ma é anche necessario che il restyling di un luogo di valore storico paesaggistico non sia affidato ai liberi desideri e si inserisca nel quadro di una serie di misure basate su scelte competenti che tengano conto degli elementi autoctoni che contraddistinguono la storia, l’architettura, il paesaggio, la cultura, altrimenti si sradica, oltre agli alberi, anche la natura del luogo.

Di certo una delle prime misure da adottare, a costo zero, per presentare questa piazza in modo decoroso, è il divieto di sosta alle auto, ma come ben sappiamo il decoro a Santa Marinella è un optional.

In questo braccio di ferro fra chi vuole tagliare e chi vuole salvare i pini, chi ha già perso è il buon senso, poiché se è giustissimo adottare ogni misura necessaria per salvaguardare l’incolumità pubblica, è altrettanto indispensabile che i provvedimenti siano motivati e legittimati.

In questo caso visto che i pini quando cadono non danno alcun preavviso, la normativa sulla sicurezza dei luoghi avrebbe richiesto l’interdizione della piazza. Se ciò non è stato fatto, allora proprio per questo deve essere fornita una spiegazione credibile sulla legittimazione all’abbattimento. 

Il Consigliere, Portavoce del M5S                                                                                                                                                                                                              Francesco Settanni


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